MY DAD IS REALLY PISSED OFF WITH ME BECAUSE I KEEP CHANGING EVERYTHING (HIS DESKTOP BACKGROUND, ACCOUNT PICTURE, IPAD BACKGROUND, ETC) TO THIS
I NOW HAVE HIS PHONE. GUESS WHAT I’M CHANGING THE BACKGROUND TO.
he’s put passwords on all of his devices so ive just left this on his desk
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Spider-Man vs Hulk by Christian Nauck.
(Source: westcoastavengers)
The Most Memorable Moments in DC History #15:
“Joker Gets a Laugh Out of Batman”
(Source: ForGIFs.com)
3n0m15' home: diamo il via col botto alla nuova rubrica: "cool story Madonna!"
Dopo che, non pochi, hanno notato la mia propensione (ed il bagaglio necessario) a fare il Papà Castoro di turno vediamo di immergermi per bene nel ruolo.
Allora, con la mia ex, anzi la mia ex ex son stato 5 anni.
Ed ero davvero davvero rincoglionito per sopportare una sì tanto piena di sé… ma immagino si sappia come son fatti gli uomini: tendenzialmente per due occhioni azzurri ed un ciuffetto di pelo ben utilizzati dalla proprietaria siamo anche disposti a scorrazzarci in giro il cuore di nostra madre (per i di lei cani).
In ogni caso, sera d’estate di qualche anno fa, torno da una gara di tiro a segno che avevo fatto a Brescia (c’avevo passato la settimana, erano le finali europee, e per risparmiare invece di fare avanti/indietro tutti i giorni dormivo in tenda direttamente nella cava dove si svolgevano le gare durante il giorno).
Quel giorno la pulzella doveva partire, la mattina, per raggiungere la cugina in toscana. Almeno a detta sua.
Arrivato a casa la chiamo per sentire come stava, era una settimana che non ci si vedeva e per via delle gare non riuscivo a chiamarla più d’una volta al giorno (dovevo allontanarmi parecchio dalla cava per trovare la rete del cellulare), ma il suo telefono non suona.
Non mi preoccupo: sapevo già che nella zona di aperta campagna toscana dove abitava la cugina la ricezione era pessima.
Ergo telefono alla cugina stessa, dovuti convenevoli fino alla domanda:“Senti, mi passeresti Tizia?”,
“Ah, scusa, mi spiace ma Tizia non è qui da noi…”,
“come no?!?!”.
Risultato due minuti dopo son in auto diretto a casa di lei pensando: “Tu guarda, alla fine non è partita oggi, boh, magari ho sbagliato e parte domani…” e cose di questo genere.
Arrivo da lei e suono il citofono, risponde la sorella:
“Ciao, che ci fai qui?”.
Spiego la situazione e la sorella mi conferma che la tizia è partita la mattina… ed ovviamente io mi scaldo.
“Ma come Diodegradabile? 400 km in 20h?!?!?! Ma dai!”.
Nulla, la sorella si dice spaventata, mi fa notare che effettivamente io alle 10 e passa di sera senza avvisare son arrivato a suonare in casa, che se continuavo a sbraitare avrebbe chiamato i genitori, che comunque in casa si stavano preparando per andare a letto…
Al che mi calmo, mi scuso anche, saluto e risalgo in auto mogio mogio verso casa.
Poi, d’un tratto, un epifania!
Prendo il cellulare e richiamo la cugina.
“Pronto, senti, ciao, sì sì, maaaa domanda veloce: MA I GENITORI DI TIZIA NON DOVREBBERO ESSERE IN VACANZA?!?!?!”.
Risposta:
“Sì, certo, sono negli States: i genitori e sua sorella, tornano tra una settimana, ma perché scusa me lo stai chie*click!”.
Le due sorelle avevano la voce simile, parecchie volte m’avevano fatto degli scherzi al telefono…
Immagine successiva: io al cancellino, dito fisso sul campanello e cellulare in mano per far suonare l’apparecchio di casa.
Almeno un paio di minuti finché al citofono non mi risponde una voce,
maschile:
“Senti, vattene o chiamo la polizia!”.
E riattacca.
Ora, potrà sembrare un esagerazione, ma davvero da quel momento non ho capito più nulla.
Ho scavalcato il cancello e ho provato tutte le porte/finestre del pian terreno.
Chiuse.
Sono quindi saltato nel cantiere aperto che era la casa accanto, da lì son saltato sul terrazzo del loro primo piano ed ho fatto il giro passando per terrazzi e tetti di tutte le loro finestre del primo piano, lucernai del tetto, portefinestre dei terrazzi.
Nulla, tutto chiuso.
Stavo per fare una grossa cazzata che non starò qui a descrivere ma che mi avrebbe portato ad avere vitto ed alloggio gentilmente forniti dallo Stato Italiano quando mi son reso conto di quello che stavo facendo ed ho, un pochettino, ricominciato a vedere tutto di colore normale e non virato rosso.
Ho deciso di tornare a casa.
Coda tra le gambe, cornuto e mazziato…
se non che.
Ecco, da questo punto comincia la parte di storia che porta a dire: “cool story Madonna!”.
Mentre esco dal “isolato” per immettermi sulla via principale del paese, caso fortuito, incrocio una pattuglia dei carabinieri.
Davvero, non c’ho pensato: m’è venuto istintivo, avete presente il Melandri? “Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità di esecuzione.”?
Ho accelerato, superato la gazzella ed inchiodato, sono smontato dall’auto e sono andato incontro ai carabinieri che avevano inchiodato dietro di me, e che non a caso stavano scendendo dall’auto puntandomi contro le Beretta (è una cosa che fanno quando gli inchiodi davanti salti giù e gli corri incontro, nel caso ricordatevelo, eh): “CALMI, CALMI! Ho bisogno di aiuto”gli ho detto allungando le mani, palme avanti.
In breve quello che gli ho detto:
“Dovete aiutarmi: sono stato a casa della mia ragazza, avrebbe dovuto essere a casa da sola ma m’ha risposto un uomo, al citofono, mi ha intimato di andarmene subito (il dettaglio: “altrimenti chiamo la polizia” potrei non averlo riportato). Ho paura, credo la stiano trattenendo in casa CONTRO LA SUA VOLONTA’!”.
I carabinieri (dopo avermi preso i dati, giusto per non smentirsi mai, avesse avuto davvero intrusi in casa facevano tempo a sfilettarla), mi hanno seguito con l’auto ed hanno parcheggiato poco distante sulla via.
Sono scesi e sono arrivati al cancello. Tenendosi dietro la siepe di cinta il graduato m’ha detto: “suona di nuovo il campanello”, io ovviamente ho suonato e…
meraviglie: il cancellino s’è aperto, la porta di casa s’è aperta ed è comparsa lei, pugni bassi e guardo torvo, partita a mo’ di panzer Tiger sbraitando:“allora, te ne vai o no? Che devo fare per fartene and*?” ma gli riuscita solo mezza frase perché i caramba appena s’era aperto il cancellino erano schizzati, l’hanno spinta da parte e si son fiondati in casa.
Beretta in pugno.
Lei è rimasta impietrita, m’ha guardato con una faccia come se io fossi stato Godzilla venuto a piantarle le begonie in giardino e s’è fiondata all’inseguimento dei carabinieri in casa.
Io mani in tasca ho fatto per seguirla, sai, venivano urla da dentro casa che sembrava stessero registrando una puntata di Law & Order, ma m’è venuto incontro l’appuntato
(NB, l’appuntato era una classe ’85. Un anno meno di me d’età),
che m’ha chiesto di seguirlo fino alla strada.
E mentre lo seguivo questo carabinierino (m’arrivava alle spalle) ha cominciato un discorso molto tentennante sul fatto che nella vita: “quando ti si chiude un porta ti si apre sempre un portone” e che comunque: “il mare è pieno di pesci”, povero, non sapeva come dirmelo, era pure meridionale quindi il suo imbarazzo… era davvero alle stelle.
Io dopo la tensione di prima stavo morendo dalle risate a guardare questo tizio cercare di spiegarmi d’essere l’ultimo d’una lunga stirpe di idioti che incontrano una donna stronza etc. etc., e finché ho potuto ho retto, ma poi sono esploso a sghignazzare.
L’appuntatino povero non sapeva cosa dirmi: in fondo ancora non mi aveva raccontato che non è che la mia ragazza la stessero trattenendo esattamente “contro” la sua volontà.
Ma vedermi ridere l’aveva grippato.
Era in panico totale, io che ridevo con una mano appoggiata alla sua spalla ed il culo appoggiato al muretto per strada quando finalmente è arrivato il boss dei due, senza esagerare sarà rimasto in casa 5 minuti: calcolando che prima che l’appuntato cominciasse coi suoi tentennamenti gli avevo pure scroccato una paglia ed avevo avuto modo di scoprire quanti anni avesse.
In ogni caso arriva il questo che si trova davanti il sottoscritto intento a ridere come una iena quando forse, e dico forse, s’era aspettato di trovarmi in lacrime o almeno incazzato come una formica. Senza contare che la zoccola e l’altro in casa un po’ di spiegazioni devono pur avergliele date… quindi il graduato, ricordo c’aveva ‘sti due baffoni che un po’ lo aiutavano a nascondere la risata che gli stava partendo, ma non del tutto…
Ma preso in disparte e m’ha detto:
“Senti, adesso prendi e te ne vai a casa, veloce, perché se quella mi chiama per segnalare che sei ancora qua fuori ti dobbiamo arrestare. E mi dispiacerebbe perché –stringe la bocca per non ridere- mi sei simpatico, hai GIOCATO BENE LE TUE CARTE…”.
Io son salito in macchina, radio a palla, son arrivato a casa e c’era mia sorella in casa, sorella che per altro la zoccola non aveva mai potuto vederla:
“Chicca usciamo! Tu mi offri una birra ed io ti racconto una gran storia”.
PS
la tipa il giorno dopo me la son ritrovata al cancellino di casa (vivevo ancora coi miei) IN GINOCCHIO A CHIEDERMI SCUSA. Ma questa è un altra storia.
PPS
avete presente quando davanti casa di qualcuno si ferma un auto della Benemerita, di sera? Come i balconi, le finestre ed in generale tutta la via tenda a riempirsi di gente che si ferma a controllare che succede? Bene, piccolo dettaglio, 3 case più in la abitava la nonna della mia ex. Tutto questo per dire: “indovinate un po’ quel’è stata la prima cosa che i genitori di lei hanno saputo tornando dagli USA?”.
mean joke…
Pretty horrifying, but it’s fun to watch the videos of people reacting to this license plate.
- Jon Stewart
gothel knows sarcasm
(Source: edward-norton)
This was the single funniest thing I have ever seen a president do.
I’M STILL LAUGHING.
I will never not reblog this.










